Football

Nessuna industria della televisione sembra che gli interessi dei tifosi, ma senza l’urlo e il movimento del pubblico il calcio sarebbe uno zero.
E’ una storia di passione.
Sarà sempre così.
Senza la passione il football è morto.
Solo 22 uomini grandi e grossi che corrono su un prato e danno calci ad una palla.
Proprio una gran cagata.
E’ la tifoseria che lo fa diventare una cosa importante.

Don’t Panic

Che cosa fare se vi trovate intrappolati senza alcuna speranza?
Meditate su quanto siete fortunati che la vita finora vi abbia sorriso.
O in alternativa se non vi avesse sorriso, il che viste le attuali circostanze sembrerebbe più probabile, meditate su quanto siete fortunati che la vita smetterà presto di tormentarvi.

Il Nulla

Perché bisogna lavorare?
Perché bisogna lavorare io?

Cos’è la vita?
Tutto passa.
I fenici, Napoleone, Rintintin, hula hoop, Pelè.
Chi ci ridarà gli amori perduti?
Le gomme bucate.
Le ore sprecate.
I pomeriggi di domenica.
E le notti di emicrania.

Chi?
Chi, dico io.
Chi sopporterebbe i dolori.
Le lacrime, prediche, vigili, festival.
E le cene dei Rotary.
La noia dei sondaggi.
L’agonia dell’ozono.
E i raduni degli odontotecnici.
Chi?

E poi?
La vecchiaia.
La morte.
E poi il nulla.

E dopo il nulla.
Il lunedi.

La Sindrome dell’Ape Maia

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Insomma, che cosa devo fare?
Devo continuare a svolazzare di fiore in fiore per tutta la vita finchè ne vedo sbocciare uno?
Devo mandare tutto a monte ogni volta che conosco una ragazza nuova?
Dall’età di quattordici anni ho lasciato che fossero i testicoli a decidere.
E francamente, sono giunto alla conclusione che i miei testicoli non ci capiscono un cazzo.

Lui e Lei

Andarono letteralmente a sbattere l’uno contro l’altra.
Si erano appena intravisti da qualche parte, ma nessuno dei due ricordava più dove fosse o almeno questo è quello che si raccontarono a vicenda.
Lei era molto arrogante, lui indifferente a tutto.

Decisero di andare a casa di lei per farsi una montata. Lui una casa propria non l’aveva, dato che i suoi genitori provvedevano a tutto, farsene una gli sembrava inutile.
Seduta sul letto, lei lo guardava spogliarsi. Quando si sfilò i boxer viola, irrigidì il viso in una smorfia di disprezzo.

“Chi ti credi di accontentare con quel microbo?” gli domandò acida.
“Me stesso” rispose lui sdraiandosi al suo fianco.

Concluso l’atto, lei bocciò spietatamente la prestazione di lui con una tale perfidia da demolire irreversibilmente il fragile ego sessuale di qualunque maschio.
Lui non si accorse nemmeno che parlava.

Qualche settimana dopo andarono a vivere insieme. A quanto si dice, pare che funzioni.

Figlio Unico

Sono sempre stato una nullità.
Da bambino mia madre mi scambiava per mio fratello, anche se ero figlio unico.
Quindi non ero neanche unico; d’altronde mia madre crede ancora oggi che sia mio fratello, il figlio unico.

A scuola, la maestra mi segnava sempre assente, anche quando ero presente.
Nei giorni in cui ero davvero assente, non se ne accorgeva, e mi segnava assente lo stesso.

Tutti gli altri ragazzi avevano degli hobby.
Il mio hobby è sempre stato “respirare”.
Quando guardavo allo specchio, neanch’io mi riconoscevo, e se parlavo tra me e me, mi davo del voi.

Non avrai altro Dio

“Tutte la ragazze che vede, salta fuori (tenetevi forte) che si portano appresso tra le gambe: un’autentica figa!
Stupefacente! Sbalorditivo!

Ancora non riesce ad abituarsi all’idea fantastica che quando stai guardando una ragazza, stai guardando qualcuno che, garantito, si porta addosso una figa!
Tutte hanno la figa!
Proprio sotto i vestiti!
Fighe da scopare!

Eh, Dottore, Vostro Onore, o come si chiama, sembra non fare alcuna differenza quanto il povero bastardo riesca a raccattare materialmente, perché sta già fantasticando sulla passera di domani nel momento stesso in cui sta fottendo quella di oggi!

Ma perché devo stare a giustificarmi?
Scusarmi!
Perche’ devo giustificare le mie voglie con la Lealtà e la Sensibilità?
Ho delle voglie e basta … tranne che sono insaziabili!

Ma infine, ci spiega Freud, l’inconscio non può far altro che volere.
E volere!
E VOLERE!
Oh, Freud, se lo so!”

Ma l’ho letto o l’ho solo pensato?

La Mela

Fuori piove. Ho deciso.
Cioè non è che ho deciso che fuori piove, pioveva già.

Ho deciso che ti scriverò una lettera.
Cerco di immaginare dove sei ora, mentre leggi queste righe, ma la memoria che ho di te è vecchia, a fotogrammi, come un vecchio proiettore.

Ho deciso di scriverti perché è un periodo strano, di confusione silenziosa.
Mi sento come anestetizzato dalla vita, sento che deve succedere qualcosa, ma non so cosa o forse è solo il mio desiderio di cambiare che me lo fa pensare.

Ma qualcosa mi manca. Ti ricordi?
E’ sempre stato così, lo sento da come respiro la vita.
Sento che mi manca come se mi fosse già appartenuto o qualcuno me l’avesse portato via, ma non so esattamente cos’è.

C’è chi cerca l’altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza.
Sono uno spicchio di me stesso.

Bluff

Per assicurarsi una buona riuscita, il bluff deve essere condotto fino in fondo, fino all’esasperazione.
Non c’è compromesso.
Non si può bluffare fino a metà e poi dire la verità.
Bisogna essere pronti ad esporsi al peggior rischio possibile.
Il rischio di apparire ridicoli.