Un Anno Sgurz

Lo Sgurz è quella cosa che ti colpisce all’improvviso.
Lo Sgurz non si sa che cos’è, comunque c’è, c’è di sicuro.
Viene forse trascinato in certe notti di primavera dal vento.
Alcuni dicono che è un polline che nasce da alcuni fiori che stanno in certe regioni del Borneo, misteriose.
Ti arriva all’improvviso, ti travolge e sei costretto a compiere un’azione Sgurz.
Una cosa è sicura o lo Sgurz ce l’hai oppure non ce l’hai.

Aneddoto Sgurz
Nell’antico Giappone un tempo vi era un samurai, un maestro di arti marziali di nome Cheng, egli era nobile e virtuoso; e c’era un altro maestro di nome Cheng che era volgare e ciarliero.
Attaccò il nobile e virtuoso, gli andò incontro agitando la scimitarra in modo volgare e ciarliero.
Il maestro Cheng, nobile e virtuoso, colto da un attimo di disgusto, ebbe un momento Sgurz, estrasse la spada e ZAC!
Si decapitò.
Chi vinse?

Lo Sgurz ti arriva sempre all’improvviso, quando non te l’aspetti, assume forme strane, è un’apparizione inconsueta.

Pop Music

Che cosa è nata prima: la musica o la sofferenza?
Ai bambini si tolgono le armi giocattolo, non gli si fanno vedere certi film per paura che possano sviluppare la cultura della violenza, però nessuno evita che ascoltino centinaia, anzi, dovrei dire migliaia di canzoni che parlano di abbandoni, di gelosie, di tradimenti, di penose tragedie del cuore.
Io ascoltavo la pop music perché ero un infelice.
O ero infelice perché ascoltavo la pop music?

Ti Amo Campionato

Come un dodicenne voglioso di sudore e pallone, il vostro affezionatissimo sente la nostalgia canaglia del campionato.
Il calciomercato non regala grossi colpi. Da un mese a questa parte cedo il mio obolo quotidiano alla Gazzetta, nella vana attesa di leggere del nuovo grande campione pronto ad infiammarci il cuore, della giovane promessa carioca o della probabile mezzasega che, puntualmente, arriva in ogni squadra, ogni anno, sempre.
Se, come me, tifate per una scalcagnata compagine dai colori rosso&blu che milita in terza serie, il massimo dell’eccitazione viene rappresentato dall’acquisto di un attaccante 35enne, bolso, buono per farci il brodo, rari capelli su volto scavato dalla fatica e panza prominente segno di maternità ormai prossima.
Un Bobo Vieri formato Serie C, senza nemmeno la velina di contorno da lumare scosciata in tribuna.
Per noi ultras dal cuore di panna, altre cinque sante domeniche ci dividono dal calcio d’inizio dei campionati di calcio.
Un’eternità.
Nell’attesa, sogno l’arrivo del ‘Grande Bastardo’ e di quattro compagni di gioco, pronti ad unirci per portare a casa la Coppa.
Le regole della Pallastrada sono un geniale regalo di Stefano Benni.

Regolamento unico e segreto del Campionato Mondiale di Pallastrada
Il campionato viene giocato ogni quattro anni da otto squadre di tutto il mondo che si affrontano a eliminazione diretta secondo il regolamento internazionale, e cioè:

1) Le squadre sono di cinque giocatori senza limiti di età, sesso, razza e specie animale.

2) Il campo di gioco può essere di qualsiasi fondo e materiale a eccezione dell’erba morbida, deve avere almeno una parte in ghiaia, almeno un ostacolo quale un albero o un macigno, una pendenza fino al venti per cento, almeno una pozzanghera fangosa e non deve essere recintato, ma possibilmente situato in zona dove il pallone, uscendo, abbia a rotolare per diversi chilometri.

3) Le porte sono delimitate da due sassi, o barattoli, o indumenti, e devono misurare sei passi del portiere. È però ammesso che il portiere restringa la porta, se non si fa scoprire, e che parimenti l’attaccante avversario la allarghi di nascosto fino a un massimo di venti metri. La traversa è immaginaria e corrisponde all’altezza a cui il portiere riesce a sputare.

4) La palla deve essere stata rattoppata almeno tre volte, deve essere o molto più gonfia o molto meno gonfia del normale, e possedere un adeguato numero di protuberanze che rendano il rimbalzo infido.

5) Ai giocatori è vietato indossare parastinchi o altre protezioni per le gambe.

6) Ogni squadra dovrà indossare un oggetto o un indumento dello stesso colore (sciarpa, elmo, berretto, calzerotto, stella da sceriffo) mentre è proibito avere maglia e pantaloncini uguali.

7) Sono ammessi gli sgambetti, il cianchetto, la gambarola, il ganascio, il pestone, il costolino, il raspasega, il poppe, il toccaballe, il calcinculo, il blondin, l’attaccabretella, il placcaggio, il ponte, la cravatta, il sandwich, l’entrata a slitta, l’entrata a zappa, il baghigno, la cornata, il triplo Mandelbaum, il colpo dell’aragosta, lo strazzabregh, il cuccio, il papa, lo squartarau, la trampolina e il morsgotto. Sono proibiti i colpi non dianzi citati e le armi di ogni genere.

8) Nel caso la palla finisca giù per una scarpata in mare o in altra provincia, la partita deve riprendere entro due ore, o sarà ritenuto valido il risultato conseguito prima dell’interruzione.

9) Nel caso in cui un cane o un neonato o un cieco o altro perturbatore entri in campo intralciando o azzannando la palla, egli sarà considerato a tutti gli effetti parte del gioco, a meno che non si dimostri che è stato addestrato da una delle squadre.

10) Il passaggio di biciclette, auto, moto e camion non interrompe il gioco, fatta eccezione per le ambulanze e i carri funebri.

11) Per poter svolgere il campionato nei due sacri giorni come è sempre stato, gli incontri mondiali avranno una durata fissa di ottantasette minuti divisi in due tempi.

12) La regola segreta 12, se applicata, abolisce tutte le precedenti.

13) È permessa la sostituzione di un giocatore solo quando i lividi e le croste occupino più del sessanta per cento delle gambe.

14) Si possono sostituire tutti i giocatori indicati nella lista di convocazione tranne il capitano. I nuovi giocatori dovranno però essere elementi notoriamente degni dello spirito della pallastrada.

Si raccomanda la massima puntualità e l’assoluta segretezza.
Vi aspettiamo, ragazzi!

Pregiudizi Universali

L’amore è una forma di pregiudizio.
Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa comodo.
Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi?
Il fatto è che non le incontri.

La Setta Degli Insonni

Esiste nel mondo una specie di setta della quale fanno parte uomini e donne, di tutte le estrazioni sociali, di tutte le età, razze e religioni.
E’ la setta degli insonni e io ne faccio parte, da dieci anni.

Gli uomini non aderenti alla setta, a volte, dicono a quelli che ne fanno parte: “se non riesci a dormire puoi sempre leggere, guardare la tivvù, studiare o fare qualsiasi altra cosa”.

Questo genere di frasi irrita profondamente i componenti della setta degli insonni.
Il motivo è molto semplice, chi soffre di insonnia ha un’unica ossessione.
Addormentarsi.

Persona

Credi che non ti capisca?
Tu insegui un sogno disperato.
Questo è il tuo tormento.
Tu vuoi essere, non sembrare di essere.
Essere in ogni istante cosciente di te e vigile.

E nello stesso tempo ti rendi conto dell’abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stesso, e provoca quasi un senso di vertigine, un timore di essere scoperto, di essere messo a nudo, smascherato, riportato ai tuoi giusti limiti.

Perché ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia.
Qual è il ruolo più difficile?
Togliersi la vita?
Ma no, sarebbe poco dignitoso.

Meglio rifugiarsi nell’immobilità, nel mutismo, così si evita di dover mentire, oppure mettersi al riparo dalla vita, così non c’è bisogno di recitare, di mostrare un volto finto o fare gesti non voluti.
Non ti pare?
Questo è ciò che che si crede ma non basta celarsi perchè, vedi, la vita si manifesta in mille modi diversi ed è impossibile non reagire.

A nessuno importa sapere se le tue reazioni siano vere o false.
Solo a teatro il problema si rivela importante, e forse neanche lì.
Io ti capisco e quasi ti ammiro.

Secondo me devi continuare a recitare la tua parte fino in fondo finché essa non perda interesse, e abbandonarla così come sei abituato a fare passando da  un ruolo all’altro.

E’ tanto importante non mentire, dire la verità, avere accenti sinceri?
E’ necessario?
Si può vivere senza parlare del più e del meno?
Dire sciocchezze, discolparsi, cercare delle scappatoie.

So che taci perché sei stanco di recitare tutte le parti, cosa che prima facevi alla perfezione.
Ma non è forse meglio permettersi di essere stupidi, chiacchieroni e bugiardi?
Non credi che ci migliorerebbe l’accettarsi per come siamo?
Tu non capisci.

Mi chiedo se la tua pazzia non sia la peggiore di tutte.
Tu reciti la parte della persona sana.
E lo fai tanto bene che tutti ti credono.
Tutti tranne me.