Angoli e Angeli

Se trovate difficile o impossibile scrivere una poesia, fate come me.
Prendete quel vostro vecchio libro di trigonometria del liceo, scovate qualche teorema e trasformatelo in forma poetica.

Suggerimento:
Ogni volta che trovate la parola “angolo” , cambiatela in “angelo”.

Esempio:
Io ti complemento, angelo e ti definisco immensamente.
Io sono il tuo angelo adiacente.
Tu sei il mio coseno.
Io ti definisco fattorialmente.
Io sono la curva generata dal movimento del tuo vertice.
Oh, Angelo acuto.

Lui e Lei

Andarono letteralmente a sbattere l’uno contro l’altra.
Si erano appena intravisti da qualche parte, ma nessuno dei due ricordava più dove fosse o almeno questo è quello che si raccontarono a vicenda.
Lei era molto arrogante, lui indifferente a tutto.

Decisero di andare a casa di lei per farsi una montata. Lui una casa propria non l’aveva, dato che i suoi genitori provvedevano a tutto, farsene una gli sembrava inutile.
Seduta sul letto, lei lo guardava spogliarsi. Quando si sfilò i boxer viola, irrigidì il viso in una smorfia di disprezzo.

“Chi ti credi di accontentare con quel microbo?” gli domandò acida.
“Me stesso” rispose lui sdraiandosi al suo fianco.

Concluso l’atto, lei bocciò spietatamente la prestazione di lui con una tale perfidia da demolire irreversibilmente il fragile ego sessuale di qualunque maschio.
Lui non si accorse nemmeno che parlava.

Qualche settimana dopo andarono a vivere insieme. A quanto si dice, pare che funzioni.