À La Guerre Comme À La Guerre

Ufficializzate le cifre della gloriosa campagna irachena.
Sono 4mila i militari caduti nel nobile tentativo di esportare la democrazia.
Non è molto salutare, operare nel mercato dell’import-export.

Molto più alte le cifre riguardanti le vittime civili irachene.
Non esistono numeri ufficiali ma secondo stime autorevoli, i morti oscillerebbero tra le 82mila ed oltre il milione di unità.
Secondo la questura, una dozzina.

Rigetto organico.
Per tentare un parallelo medico, è come se nel tentativo di impiantare un cuore nuovo ad un cardiopatico, perdessero la vita: il paziente, tutta l’equipe medica ed un terzo dei degenti del reparto.
Riuscito!

Playlist – Le 5 Cose Da Non Fare Sotto Tesi

1) Telefonare alla ex fidanzata alle tre di notte, ubriaco marcio, e cercare di convincerla che una seduta di sesso sadomaso farebbe bene al vostro rapporto di amicizia.
Antidoto: Fool for a lonesome train – Ben Harper

2) Prevedere, in fase di elaborazione, dei premi di produzione del tipo: “ogni tre righe scritte, mi concedo una sbirciata a redtube“. Si finisce per scrivere parole sconnesse pur di accumulare il montepremi.
Antidoto: Bodysnatchers – Radiohead

3) Ascoltare l’intervista a Ciriaco de Mita che si lagna perché i criteri per entrare nel PD sono basati sull’età anagrafica dei candidati, e non sulla loro intelligenza. Qualcuno gli dica che sarebbe stato escluso comunque.
Antidoto: Mongoloid – Devo

4) Uscire di casa inviperiti, con l’intenzione di dare una lezione al cane dei vicini che con il suo latrato disturba la vostra concentrazione, e ritrovarvi ad ululare in coro con il quadrupede. I dobermann sanno essere molto convincenti.
Antidoto: I wanna be your dog – Iggy Pop

5) Imprecare contro il proprio relatore augurandogli le peggiori cose, perché non vi segue in modo adeguato. Finisce che a questo viene davvero un malanno e voi vi ritrovate a tre mesi dalla consegna senza relatore, senza un’idea su cosa scrivere e con un terribile senso di colpa.
Antidoto: Nantes – Beirut

L’Insostenibile Pesantezza Del Dormire

Non è il dormire in se che non sopporto, ma il fatto che prima o poi bisogna farlo e altrettanto ineluttabilmente, prima o poi ci si debba anche risvegliare.

E’ questa alternanza che mi snerva.
Ogni mattina è come ripartire da zero: uscire forzatamente dal caldo ventre del sogno, liberarsi, con uno sforzo immane, dalla placenta di lana e plaid, acqua gelida per lavarsi via i resti di sangue, liquido amniotico, bava rafferma e detriti della lacrimazione notturna.

Poi ancora freddo, parecchio freddo e una passeggiata lunare, a piedi scalzi, fino alla cucina, con la faccia storta e le gambe anestetizzate, sperando che la prima poppata di caffè ti scuota il cervello.
Una boccata d’aria catramata per liberare i polmoni che fischiano come un mantice, ma il rincoglionimento rimane.

L’attività celebrale di un crash test dummie, l’aspetto di un itterico, la percezione di se di una pallina da ping-pong, vagare lungo percorsi prestabiliti e salvàti in memoria da un mio alter ego più vivace, aspettando che il sangue si decida ad irrorare anche i capillari più profondi, per poter interagire finalmente con quel gran varieté che mi scorre attorno.

Ma quando inizi a ricordare le regole del gioco e senti i pensieri che fluiscono caldi e rapidi, quando gli Shellito iniziano a suonarti anche nello stomaco e senti nel collo la forza dei prigioni, in quel momento ritorna.

Morfeo, figlio di una cagna, cazzo ci fai già qui?
Adesso che iniziavo a prenderci gusto!
Ti accompagnerei a calci sino alle soglie dell’Olimpo, se solo non avessi addosso una strana sensazione, un vago senso di offuscamento, una voglia irrefrenabile di mettermi a dormire.
Fino a domani.

Saldi

Dietrofront di Berlusconi sugl’effetti della nascita del nuovo Partito del Popolo della Libertà (Partito della Libertà, Popolo della Libertà; le indagini di mercato per testare il gradimento, sono ancora in corso).

La nuova creatura non determinerà come annunciato in un primo momento, la fine del partito Forza Italia, ma lo ingloberà in una rete di coordinamento.

Pare che il solerte Bondi abbia fatto notare al suo duce, che i magazzini delle circoscrizioni sono ancora pieni di manifesti e bandierine da smaltire, quindi Forza Italia rimarrà aperto.
Fino ad esaurimento scorte.

Il Miglior Amico Dell’Uomo

Fass: E l’amore come va, come va?
Arab: Sto tentando di convincere un’amica a sollazzare il mio depresso birindello
Fass: Siamo alle solite, finiamo sempre a parlare di questo
Arab: No, è che ho proprio bisogno di un contatto fisico e di due labbra calde
Fass: Scusa ma da quanto non lo fai?
Arab: Da quando mi è morto il cane. D’indigestione!

Confronti

Lei: Tu vieni qui solo quando sei disperato
Arab: Non è vero
Lei: Invece si! Non provi alcun sentimento per me, ammettilo
Arab: Io … cioè
Lei: Avanti, sentiamo. Cosa provi esattamente nei miei confronti?
Arab: Credo, penso, di provare una forte … erezione. Ecco!

Star Wars

E’ stato diffuso il testo del discorso che G.W.Bush terrà al summit in Germania.
Il presidente statunitense, tenterà di convincere i suoi alleati, che la responsabilità del surriscaldamento terrestre è da attribuirsi esclusivamente alla fine della guerra fredda.

Razzismo Preferenziale

E’ un periodo difficile per chi vi scrive.
Al lavoro è il solito mortorio, devo riconoscere che non è stata una brillante idea, quella di farsi assumere in un cimitero.
Il mio editore dice che devo uscire dal tunnel del collegamento ipertestuale (Oops! I did it again) ogni volta che scrivo un post.
Infine ci sarebbero anche tutte le donne della mia vita, ma effettivamente quest’ultimo è un problema che non ho.
Potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere!

A questo clima disfattista si aggiungono le delusioni.
E fu così che la persona che più ammiravo per la sua apertura mentale e l’apparente mancanza di pregiudizi, ti confessa, candida, che farebbe volentieri la doccia con la benzina, alla bambina rom che timidamente si avvicina per chiederle uno spicciolo.

Io capisco benissimo che quella Rom (e quella nomade in genere) sia un’etnia piuttosto distante da noi e dalla nostra cultura ma, cazzo, davvero vuoi bruciare tutti con la benzina?
Ti piacciono i falò? Con tutti i problemi ambientali che abbiamo?
Almeno usa il metano.

Dopo un giro paranoide, sono giunto alla misera conclusione che l’odio è parte integrante della nostra natura e dato che non possiamo o non riusciamo a sopprimerlo in nessun modo, tanto vale cercare di canalizzarlo.

Ed è proprio per questo motivo, che il sottoscritto e questo blog, vogliono ribadire la loro vocazione per il sociale, offrendovi la possibilità di scegliere un popolo, un’etnia, una razza (una panza) da odiare, dichiarandola apertamente e senza falsi pudori, nello spazio commenti.

Io, oggi, voglio sterminare i Ladini.
Che mi sia concesso, perdio!

Recital

Pare che finalmente anche il nostro bel paese si degni di munirsi di uno straccio di legge che regoli il conflitto d’interessi. Il modello al quale si guarda è quello del blind trust statunitense: in soldoni chi accede a cariche pubbliche, deve affidare la gestione del suo patrimonio ad un consiglio direttivo che lo amministra per suo conto, ma in totale libertà di scelta.

Ovviamente l’annuncio di tale disegno ha suscitato le disinteressate critiche dell’ex primo ministro, al quale l’idea di dover affidare la gestione delle sue aziende a qualcuno che non gli è parente, neanche di secondo grado, gli ha fatto rizzare tutti i sint-capelli.
“E’ un’azione di killeraggio politico!”, ha tuonato.

In realtà proprio il modello di riferimento scelto dimostra quanto poco si sia pensato al suo caso specifico, se non forse per proteggerlo. Infatti il blind trust si rivela efficace solo parzialmente nel caso di mass-media poiché se il padrone nulla sa della gestione, i dipendenti conoscono benissimo chi è il padrone e non disdegnano qualche favore mediatico.

La sensazione è che si stia recitando una scenetta preparata a tavolino, dove gli uni fanno finta di fare una legge seria e gli altri fanno finta di prendersela a male.

Nonostante lo sdegno però anche noi abbiamo un cuore, e impietositi dalla lagna del Silvio furioso, questo blog ha deciso di offrirsi perché gli venga affidata la gestione di una parte del suo patrimonio: questa.