La Mia Strada

Da piccola credevo che il luogo migliore per nascondersi dovesse essere lontano, piccolo, difficile da raggiungere.
Magari molto in alto, o molto in basso.
Doveva essere silenzioso, anonimo.

Oggi passeggio su un marciapiede di una grande città, e non mi sono mai sentita tanto sola, trasparente.
Qualcuno mi spinge, qualcuno mi impedisce di seguire il percorso -l’unico- che avevo in programma.
Devo fermarmi, decidere se passare a destra o a sinistra.
Devo guardare per terra, dove metto i piedi.
Per loro è tutto così normale. Toccare una spalla, andare dritto.
Avere sempre qualcuno accanto, così vicino col respiro, ma così lontano col pensiero.
Loro sono quella strada. Sono la sua anima, il suo battito.
Si muovono insieme, respirano insieme.
Poi un semaforo e un colpo di tosse. L’imbarazzo della staticità, l’angoscia di una pausa.
L’impazienza di camminare ancora, a tempo.

Io qui ci vengo per nascondermi.
Loro sono così diversi da me, sempre così pronti. Come se fosse facile.
Il mio cammino, invece, singhiozza.

46 pensieri su “La Mia Strada

  1. Uno degli esperimenti di Jodorowsky consisteva nel camminare sempre dritti, attraversare la città su una lina retta, senza deviazioni, scavalcando gli ostacoli, tragliando le vie, arrampicandosi sui muri. Anche questa è la strada. Diversa.

  2. E si che Gaber cantava: “c’è solo la strada su cui puoi contare…”

    Però è vero sentirsi soli tra tanta gente è una sensazione molto triste.

    CIao!

  3. Bel post… in effetti per strada non ti vede nessuno e ciò conferma quello che scriveva Poe ne “La lettera rubata” e cioè che il posto migliore per nascondere le cose è davanti agli occhi di tutti.

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

  4. io fingo di essere in un videogame, quelli anni 80. loro sono i nemici e li devi schivare. Ma devi schivare pure oggetti a terra o tombini…se no perdi i punti. Perdi i punti se qualcuno ti sfiora. Se sono felice però, guardo in faccia e sorrido.

  5. in passato ci sono state volte che mi sono sentita così sola in mezzo alla folla…

    Poi, non so esattamente quando, ma ho cominciato a guardare negli occhi tutti quelli che incrociavo… e ho “visto” la gente che avevo intorno… è stato come scoprire un mondo nuovo… e non ho più sentito quella sensazione di tremenda solitudine.. :)

    Un abbraccio, Chinaski

    Ars

  6. Quando ero piccolo immaginavo di essere in un videogame. Poi piano piano tutti gli altri hanno iniziato a diventare invisibili.. ed io con loro .

  7. Hai tracciato le linee di un quadro molto malinconico, ma non è sempre così per fortuna, altrimenti saremmo veramente nei guai..!

    :S

  8. Penso che quello che dicvi sia profondamente vero..all’oggi profondamente vero..ma ci sono strade diverse che mutano in anche pochi istanti di tempi..cosi come noi..che vediamo,percepiamo da fuori,spesso quello che ci completa dentro in quel momento.

    Un abbraccio.

    A.

  9. famchinaski rappresenta la parte eversiva del blog :parla pure di se stessa…!bene brava bis.(davvero )

    ale :piglia esempio.

  10. @ cizou e fass:

    Ma come?! io leggendo solo alcuni dei post di Fass ho scoperto che assomiglia a Drupi e che ha un’attitudine alle sveltine (VS. soffre di eiaculazione precoce).

    Di me sapete che cammino per adesso. Allora.. chi si espone di più?!

    :D

    Ila

  11. *L’angoscia di una pausa…*

    E correre, camminare… fare tutto purchè non rimanere fermi. Perchè quando quella pausa arriva si è costretti a rendersi conto che in realtà siamo soli… e che arriva il momento di ascoltarsi e parlarsi.

    Ma a volte è meglio correre…

  12. …che triste verità!

    Più che “atomizzazione” degli individui, io direi che si sta attuando una vera e propria dissociazione mente/corpo. Si comunica “a distanza” ( è un bene, ma è un male ) e ci si isola “da vicino”…

    Nulla di buono all’orizzonte, oh mio capitano!

  13. a parte drupi e il profilo basso diciamo ,a livello sessuale, (ma questi sono truccacci …dai ale..)ti giuro che ale non parla mai di se qua..

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