The Great Escape

Forse, per un attimo, anche voi l’avete creduto possibile.
Alcune voci, un tam tam incontrollabile, la città in subbuglio.
Si era sentito dire fosse stato imprigionato e messo nelle segrete.
Si era sparsa la notizia che fosse stato addomesticato e reso mansueto.
Balle!
Il vostro affezionatissimo è un tipo scaltro.
Non si lascia catturare facilmente.
Deve distinguersi, lui.
E anche se non sempre ci riesce, tenta comunque la fuga.
Restare fermo a guardare, immobile, non è roba da eroi.

Doll

Quando non si ha più voglia, lo si dovrebbe urlare.
Che senso può avere un gioco che annoia?
Nessuno, certo.

Le cose finiscono o al limite saziano e vengono a uffa.
Bisogno fisico di respirare, di riprender fiato.
E tutti i giorni, le ore e i minuti passati assieme?
In soffitta, dentro un cesto colorato, tanto spazio ce n’è.

Provo a spegnerti.
Donna dai tre pulsanti.
On – Off – Troia.

Fassbinder ai Domiciliari

Ieri pomeriggio, i caramba si sono messi sulle tracce del vostro affezionatissimo che, ignaro di tutto, conversava amabilmente con un amico di lunga data.

La roba sarà in un contenitore che chiameremo TAMPAX
T come Tossicodipendente
A come Hascish senz’H
M come morfina
P come Peyote
A come Anfetamina
X come ora X

Ci rivedremo a Tangeri se Dio lo vorrà, ça va!

La Strada

Vivo nell’unica strada al mondo, dove orde di operai laboriosi, lavorano ininterrottamente da anni.
Il martello pneumatico pompa nervoso e nemmeno la tromba di Chet Baker, a tutto volume nel mio stereo, riesce a fermarlo.
Sono intimamente convinto che stiano scavando un tunnel segreto verso una nuova e fantastica dimensione.
Costruiscono di giorno, distruggono di notte e ricostruiscono di nuovo al sorgere del sole.
Fanno questo, ovviamente, solo per dar fastidio a me.

Nelle rare occasioni in cui mi sono potuto avvicinare alla zona dei lavori, mi si è sempre parato contro un tizio in tenuta spaziale che, con voce ferma e autorevole, m’ha detto: “Qui non c’è nulla da vedere. Ritorna nella tua stanzetta e dimentica”.

Mentre mi allontanavo, pregando di non essere ucciso da chissà quale raggio laser sparato a tradimento, il cosmonauta di cui sopra, mi urlava contro una tetra raccomandazione: “Ehi tu, Fassbinder. Non farne parola con nessuno, ok?”.

Forse costruiscono l’area 51 bis, proprio sotto casa mia.
Forse non dovevo svegliarmi alle 10 di mattina, non ci sono abituato.
Di sicuro, le forze del male congiurano contro il vostro affezionatissimo.

Msn Messenger

Lei: Fass ti odio
Fass: Perché?
Lei: Quando sei su msn ti odio
Fass: Si, ma perché?
Lei: Perché sei distratto
Fass: No, non è vero
Lei: Si, ti dico, ti distrai, sei lento, mi rispondi sempre dopo due ore, chissà con quante troie ti dividi
Fass: Ma no, amore. Aspetto. Esce sempre la scritta “Amore sta componendo un messaggio” e poi non arriva mai un cazzo, ma io buono-buono paziento
Lei: Fass …
Fass: Si?
Lei: Vaffanculo!

Eternauta

La guerra è finita per me.
Se avessi voluto davvero continuare a lottare.
Vi avrei distrutti prima ancora che ve ne foste accorti.

Per me tutto è finito ormai.
Ma valeva la pena di arrivare fin qua da tanto lontano.

Sto male, uomo.
Sto morendo.

Chissà che pianeta meraviglioso doveva essere la Terra.
Prima che arrivassero. Loro.

Quella Faccia

Sarà che ho fatto un giro qui dentro.
Sarà che l’argomento m’ha sempre molto affascinato.
Sarà che le facce espressive mi son sempre piaciute.

Riflettevo.

Ma possibile che, in quasi un mese di vita del blog, al sottoscritto e alla sua mail non è mai arrivata mezza-foto-mezza di nessun tipo?

E meno male che questo blog è frequentato al femminile.
E meno male.

Alba Chiara

Trovami qualcosa di più fastidioso (presenti esclusi) degli uccelli che, alle prime luci del mattino, ti cinguettano stronzi e ossessivi nelle orecchie.

Ma cristo, uno aspetta, beato, sti orari per ritrovare un minimo di silenzio et pace interiore e sti cazzi volanti con le ali ti friggono il cervello con il loro cip cip.

All’alba sono per la caccia.

La Vedova Allegra

Io ve lo dico.
Offendetevi a piacimento.
Non vi si può leggere.
Tutte frignanti.
Inconsolabili.
Svuotate.
Ogni tre post, cinque parlano di un “lui“.
Tra un ricordo e un rimpianto, regalatemi dell’altro.
Tinteggiate i pensieri di colori diversi.
Vi immagino a vegliare un cadavere decomposto da anni.