Dialogo

- Oh Fass.
- Eh?
- Ho visto il tuo blog, molto carino.
- Mmh si, grazie.
- No, dico davvero, e poi c’è già qualcuno che ti legge.
- Per forza, è gratis.
- Si ma ti lasciano anche dei commenti.
- Sai che sforzo.
- Ma sono quasi tutte ragazze!
- Ah si, questo è vero.
- Chissà se sono anche delle belle fighe.
- Ma figurati!

Specchio

Una mattina mi sono guardato allo specchio e accidentalmente non mi sono riconosciuto. Non mi sono spaventato ed ho continuato a fare quello che stavo facendo.

Sicuramente quello che stava dall’altra parte ha creduto che stessi facendo finta di non vederlo. Scusami. Non l’ho fatto apposta.

7th Seal

Cavaliere: Chi sei tu?
Death: Sono la Morte

Cavaliere: Sei venuta a prendermi?
Death: E’ già da molto che ti cammino a fianco
Cavaliere: Me n’ero accorto

Death: Sei pronto?
Cavaliere: Il mio spirito lo è, non il mio corpo.

Cavaliere: Dammi ancora del tempo
Death: Tutti lo vorrebbero, ma non concedo tregua

Cavaliere: Tu giochi a scacchi, non è vero?
Death: Come lo sai?
Cavaliere: Lo so. L’ho visto nei quadri, lo dicono le leggende
Death: Si. anche questo è vero, com’è vero che non ho mai perduto un gioco
Cavaliere: Forse anche la morte può commettere un errore

Death: Per quale ragione vuoi sfidarmi?
Cavaliere: Te lo dirò se accetti
Death: Avanti allora

Cavaliere: Perché voglio sapere fino a che punto saprò resisterti e se dando scacco alla morte avrò salva la vita

Cavaliere: Ti tocca il nero
Death: Si addice alla morte, non credi?

24 ore

La gente troppo impegnata mi spaventa.
Quelli che hanno sempre da fare mi mettono angoscia.
Sai, del tipo: “e non ho mai tempo per me”.
Stronzi!

Mi piace annoiarmi.
Non avere niente da fare.
Non so, mi rilassa.

Si Loca

In un futuro non lontano vorrei subaffittare questo blog.
E’ sempre così triste vedere i pensieri altrui addormentarsi sulle panchine in marmo della stazione centrale.

Essemmesse

Non la sentivo da un bel po’.
Chiamavo e non rispondeva.
La troia.
Si cambia tattica e dopo innumerevoli sms, finalmente, oggi, la risposta.

“Senti, mi dai la tua mail, così se mi viene voglia di scriverti due righe, posso farlo? Ho un sacco di cose da raccontarti”.
“Ok vabbbene, ma niente volgarità per cortesia, il mio indirizzo è …..”

Perché mi dice così?
Giocando d’anticipo ed umiliando il mio ego.

1) Ha una considerazione di me talmente accostabile alla merda, che è giusto che specifichi quale non debba essere il nostro tipo di corrispondenza.

2) Aveva di fianco il fidanzato, possibile futuro marito e padre dei suoi figli e per darsi un contegno da ragazza per bene, ha dato vaghe indicazioni sul cosa è bene e cosa è male.

3) Le donne vogliono sempre il contrario di quello che dicono, lo sanno anche i bambini e quindi resterà molto delusa se non le invierai la collezione completa di mms raffiguranti il tuo cazzo in ogni possibile angolazione erettile.

4) In effetti è parecchio tempo che non ci sentiamo ed io ignoro che nel frattempo, per dare una svolta alla sua vita, ha scelto di diventare una suora, dedita all’amore del prossimo e alla conoscenza di Dio. La Madre superiora, vigilessa inflessibile,  certamente non approverebbe i miei sicuri richiami alle nostre precedenti scopate.

5) Mi ha scambiato sicuramente per qualcun altro. Sai, uno di quei tipi un po’ subdoli che le chiedono sempre: “come stai? che fai di bello?” e poi nel mentre della conversazione, lasciano cadere di sfuggita un: “che tipo di mutandine indossi oggi?”. Ecco spiegato il perché ha voluto sottolineare quella cosa li.

Ma sbaglia. Sbaglia.
Ha clamorosamente sbagliato persona.
Non sono lui, sono io. Ecco si, sono io.
Sicuramente con me non si sarebbe posta il problema.
Sicuramente con me non avrebbe fatto quell’accenno.
Sicuramente a me non l’avrebbe nemmeno data la sua mail.

Di solito, “che tipo di mutandine indossi oggi” è la prima cosa che chiedo.
Odio i preamboli inutili.